METODO CROVIN

Crosystem+Vincoli Muscolo-Cutanei

Negli ultimi decenni varie sono state le tecniche rieducative che si sono avvicendate nella riabilitazione motoria della paralisi cerebrale infantile. Queste tecniche, espressioni di diverse correnti di pensiero, sono state spesso praticate in modo acritico, più per l’appartenenza ad un determinato indirizzo metodologico che guardando alle specifiche esigenze di ogni singolo paziente.

Per di più i suoi fautori, quasi come “seguaci” di una “setta”, difficilmente hanno “sposato” anche idee e proposte terapeutiche diverse da quelle professate dai loro maestri. In ogni caso, ciò che hanno in comune i vari approcci metodologici – che si chiamino Vojta o Bobath, Doman-Delacato o ultimamente Puccini-Perfetti – è che mirano, attraverso diverse strategie, al massimo recupero funzionale possibile. Possibile, nel senso di sfruttare tutto il potenziale neurofisiologico residuo.

In questo sito non c’è alcuna intenzione di proporre un’ennesima metodica che sostituisca quelle classiche ma soltanto evidenziare la rilevante valenza dell’integrazione di due moderne tecniche, una strumentale e l’altra manuale. In linea con quanto avviene in tutti gli altri ambiti scientifici, si è ritenuto opportuno, anche nel campo della riabilitazione, integrare due tecniche diverse.

Queste, nello specifico, sono il CROSYSTEM e i VINCOLI MUSCOLO-CUTANEI. Due approcci operativamente diversi tra loro ma complementari in quanto soddisfano le specifiche esigenze toniche e motorie di questa patologia. E cioè la presenza fissa dell’ipertono, comunemente definito spasticità, e/o dell’ipotono muscolare. Sia nell’uno che nell’altro caso si ha, per conseguenza, un deficit di forza e di coordinazione unitamente ad un’ alterata funzione motoria.

Nessuna metodica neuromotoria classica è in grado di aggredire in modo diretto queste componenti motorie patologiche, in primis la spasticità, ma solo unicamente di tentare, laddove è possibile, di controllarne la comparsa.

Ed in ogni caso solo temporaneamente. Invece le due tecniche, singolarmente ampiamente testate da anni, raggiungono questo obiettivo proprio perché insieme sopperiscono ai deficit neuromotori tipici della  paralisi  infantile.
E integrandosi tra loro ottimizzano realisticamente i risultati motori raggiunti, favorendo una maggiore facilità nell’ apprendimento di nuovi schemi di movimenti.

La pratica clinica, inoltre, ha evidenziato che l’integrazione terapeutica CROSYSTEM + VINCOLI MUSCOLO-CUTANEI è in grado di evitare le infiltrazioni di tossina botulinica nei muscoli spastici tanto in uso nei pazienti affetti da paralisi cerebrale infantile.

Questo farmaco, si ricorda, di fatto paralizza unicamente i muscoli spastici trattati, provocandone solo un apparente e temporaneo rilasciamento. Infatti progressivamente, tempo 1 mese e mezzo circa, il tono del muscolo infiltrato riprende la sua iperattività come prima.

D’altronde non potrebbe essere diversamente in quanto la sostanza chimica ha un effetto circoscritto al muscolo e non stimola il cervello in alcun modo a modificare la sua attività anomala.

Un altro effetto di notevole importanza ottenibile con la terapia CROSYSTEM + VINCOLI MUSCOLO-CUTANEI è quello di ritardare o addirittura, in più di un caso, di evitare l’intervento chirurgico di allungamento tendineo, altra pratica medica molto frequente negli esiti motori di paralisi cerebrale infantile.

Le applicazioni del CROSYSTEM sui muscoli dai tendini retratti, procurando un abbassamento del livello di ipertono, produce automaticamente un aggiustamento elastico degli stessi tendini e il consequenziale sblocco articolare. La concomitante applicazione dei VINCOLI su questi muscoli garantisce una funzionalità motoria maggiore e più protratta nel tempo, poiché va a migliorare il controllo muscolare e articolare. E a potenziare, quindi, l’effetto CROSYSTEM.
Una rinnovata capacità muscolare di contrazione e rilassamento è la garanzia migliore per riequilibrare la giusta tensione e lunghezza tendinea.

Si sottolinea che anche laddove sono stati già eseguiti interventi chirurgici di allungamento tendineo il CROSYSTEM solitamente riduce l’ipertono muscolare potenziando le reti nervose rimaste integre e ottenendo il massimo recupero possibile.

Gli effetti terapeutici del Crosystem, i cui risultati migliori si registrano proprio fino ai 25 anni, fanno dello strumento il presidio medicale specifico per il recupero motorio della paralisi cerebrale infantile.

Le esperienze cliniche multicentriche realizzate in Italia in questi ultimi anni hanno infatti dimostrato che in questa fascia d’età, più che in altre, esso riduce drasticamente la spasticità e/o eleva il tono dei muscoli paralitici in modo percepibile dal paziente (anche se piccolo) e chiaramente visibile dai familiari.

La combinazione del suo protocollo, poi, con quello dei VINCOLI MUSCOLO-CUTANEI risulta essere particolarmente proficua di risultati in questi pazienti. Avere la possibilità di disporre di un tono muscolare quanto più “normalizzato” possibile e, quindi, meno spastico e/o meno ipotonico, fa si che l’applicazione delle bende adesive sui muscoli trattati dia la massima efficacia possibile sin dalle prime sedute.

E non come, invece, capita nelle metodiche neuromotorie classiche dove i tempi di recupero sono necessariamente lunghi.
Per di più la stessa qualità del recupero è diversa, in quanto le nuove abilità acquisite sono più stabili nel tempo, grazie ad un più fine apprendimento motorio.

Tali risultati sono stati confermati anche dalle fisioterapiste che hanno in trattamento, spesso da anni, questi pazienti e che quindi ne conoscono bene il quadro motorio e loro evoluzioni.

Loro riferiscono di chiari miglioramenti nell’esecuzione delle classiche metodiche rieducative laddove, precedentemente, c’erano difficoltà o impossibilità a eseguire determinati esercizi.

In definitiva, quindi, possiamo dire che negli esiti motori della paralisi cerebrale infantile l’integrazione CROSYSTEM + VINCOLI MUSCOLO-CUTANEI favorisce di sicuro un recupero:

Specialistico

Già dalle prime sedute

Qualitativamente e quantitativamente ottimale

Ridotto drasticamente nei tempi

Più stabile nel tempo

Senza uso di farmaci

Ritardando o addirittura evitando l’intervento chirurgico di  allungamento tendineo

Si puntualizza che questo approccio operativo naturalmente non esclude l’uso delle metodiche classiche ma anzi costituisce un utile substrato ad esse per l’acquisizione e il consolidamento degli schemi motori appresi.

La riduzione della spasticità e/o dell’ipotono con la disponibilità di un discreto livello di forza e di coordinazione evita al paziente anche  il dolore nel fare gli esercizi.

I risultati terapeutici si ottengono più facilmente e sono anche più facilmente percepiti in quanto cambia lo schema corporeo. Il paziente ha una nuova “ripartenza” nella terapia tradizionale laddove c’era una stasi della situazione motoria e non si evidenziavano più risultati rilevanti.

Con questo nuovo approccio metodologico, invece, il paziente percepisce chiaramente di aver acquisito nuove abilità motorie caratterizzate da movimenti più fluidi, più leggeri e più facili.

Si sente maggiormente padrone del suo corpo e lo accetta di più. Spesso col migliorare i movimenti questi pazienti si “trasformano” anche nel viso, la loro espressione mimica finalmente comincia a cambiare e ad avere una nuova luce.