PENSIERI E RIFLESSIONI

Personali spunti di meditazione sul campo e non, tratti da Facebook

Rino Monetta

Oggi ho trattato un. bambino che ha già fatto il Crosystem altrove senza ottenere nessun risultato. I genitori, assolutamente inesperti della materia, hanno però intuito che lo strumento fosse capace di aiutare il loro bambino e così hanno deciso di cambiare operatore. La differenza tra i vari operatori Crosystem in questi casi e’ che c’è chi utilizza lo strumento estemporaneamente e su richiesta dei genitori, e chi, in prima persona, assumendosi la piena responsabilità, interpreta il contesto ( la paralisi) e ha una visione ( progetto terapeutico). Paralisi infantile e relativo progetto terapeutico che, evidentemente, sono ambiti specialistici più complessi rispetto ai trattamenti Crosystem estetici, sportivi o ortopedici. E che, quindi, necessitano di una specifica professionalità come il fisioterapista esperto in Neuroriabilitazione infantile.

Rino Monetta
Forse è perché in estate si ha un po’ di tempo per se stessi, ci si ferma qualche giorno per le cosiddette ferie, che magari si ha il tempo per qualche riflessione in più su qualche problema tecnico irrisolto e che da tempo si vorrebbe approfondire. Così mi ritrovo a riaprire i libri per cercare di capire, ancora una volta, come funziona questo nostro complesso ma affascinante corpo umano. E allora, anche se dovrei essere di relax mi ritrovo invece ancora con la testa tra le nuvole…per la “felicita” di mia moglie, che pur avendomi vicino sono lontano da lei mille miglia…… Lo so non è giusto, prima per me che ho bisogno di staccare la spina ogni tanto e poi per la famiglia. Ma questo è il mio modo di vivere il lavoro e, pur obbligandomi, non riesco a vivermelo diversamente. Ma credetemi: non è missione ma solo passione.

Rino Monetta
Alter-G e’ una sofisticata strumentazione americana che, grazie a un avanzato sistema di sgravio del peso corporeo, favorisce il miglioramento della deambulazione e dell’equilibrio nei bambini neurolesi già deambulanti. Mentre per i non deambulanti Alter-G puo’ contribuire anche a migliorare il controllo del capo e del tronco in modo efficace e divertente. In quanto il bambino si sente sicuro, e’ come sospeso su una bolla d’aria, e finalmente può esprimere le sue reali abilità motorie senza l’impedimento della forza di gravità. in questo modo il bambino ha la possibilità di fare esperienze motorie uniche e originali che condizionano il cervello ad apprendere nuove strategie di controllo motorio.

Rino Monetta
Sono un uomo fortunato, condivido gran parte del mio quotidiano con persone speciali che vivono la disabilità e persone, altrettanto speciali, che sono i genitori e i familiari. E’ linfa per l’anima che mi dà la forza per guardare alla vita con coraggio, forza e impegno. Soprattutto quando le energie sono a riserva.

Rino Monetta
Bellissima esperienza quella di ieri sera alla Conferenza tenutasi a San Benedetto del Tronto sul Crosystem. Coinvolgimento di tutti i partecipanti, tecnici e genitori dei bambini. Spero che sia passato il messaggio che prima ancora di uno strumento e di un protocollo debba esserci alla base una cultura riabilitativa specialistica nelle Neurolesioni da parte dell’operatore e che questa cultura debba necessariamente essere condivisa con il bambino e i suoi familiari. Grazie a tutti per le emozioni che mi avete donato e un grazie particolare a Cristiana Carniel, presidente dell’Associazione Michele per Tutti e a suo marito Marco Sorrentino per l’attenta organizzazione nonché per l’impeccabile ospitalità.

Rino Monetta
Da ragazzo amavo il salto in alto, mi piaceva il fatto di poter sfidare ogni volta l’asticella… più su sempre più su… e poi anche quando cadeva ero si esausto, ma contento di aver fatto tutto il possibile. Oggi da allora sono passati tanti anni ma mi porto dentro sempre la stessa voglia, di sfidare quella”asticella che rappresenta la sete insaziabile di conoscenza, di superare il limite del certo per l’incerto, la quotidiana sfida alla paralisi. E oggi come allora sono esausto ma contento.

Rino Monetta
Ripensando a questo 2016 posso solo dire che è stato un anno bellissimo. Ho conosciuto tanti bambini e tanti genitori, incontri emozionanti e indimenticabili. Quante speranze e quanta serenità su questi volti. Siete stati per me un grande esempio di umanità e dignità, siete un grande stimolo per alimentare la mia passione professionale e migliorare ogni giorno il mio lavoro. Un saluto particolare va alle famiglie di Como e S.Benedetto del Tronto che hanno fortemente voluto organizzare una conferenza e alle famiglie di Torino e Bologna che si sono spesi tanto affinchè potessi fare studio anche in queste città.

 

Rino Monetta

29 marzo

Marta e Andrea, per il loro piccolo Luca di 4 anni che non cammina si erano affidati al metodo della ” gabbia”, ottenendo solo una miglior seduta a indianina. Ma loro ci credevano. Si misero su internet per trovare qualcosa che potesse aiutare a sciogliere la spasticità della tetraparesi di Luca, un qualcosa da integrare con la “gabbia”. Con il primo ciclo del Metodo CroVin vedono qualcosa mai visto prima: un bel rilassamento delle gambe e del bacino che dura per 2-3 mesi. Allora a Marta e Andrea gli si apre un mondo, decidono di affidarsi al metodo Dozzo e fare con me un programma continuativo. E non sbagliano. Alla fine del terzo ciclo, Luca passa immediatamente da otto bavettoni per la scialorrea a 1 solo, nonostante la dopamina che il bambino assume e che ha come effetto collaterale l’aumento della scialorrea. In più ha un maggior controllo della testa, del tronco e vocalizza più frequentemente. Oggi, a distanza di 1 mese, questi effetti sono ancora presenti e sta seduto meglio, anche a cavallo.

 

Rino Monetta

3 aprile

Desidero ringraziare l’Amministrazione comunale di Arosio nella persona del Sindaco Dott.ssa Alessandra Pozzoli per l’ospitalità attenta e sensibile riservata alla Conferenza di ieri sera. Con l’occasione saluto con un grande abbraccio Ilaria e Andrea che tanto hanno voluto questo momento per condividere con altri genitori la loro gioia. E non per ultimo Lucy Codeca’, Presidente del Centro femminile italiano, con la sua preziosa organizzazione tecnica. E tutte le famiglie e i bambini intervenuti. Insieme ci siamo emozionati, commossi e provato a credere in un futuro migliore. Grazie Arosio di cuore!

 

Rino Monetta

4 aprile

Matteo, primo figlio di Lisa e Davide, e’ nato prematuro. Una manciata di grammi di peso e, per di più, un intervento chirurgico salvavita all’intestino. Ma la sua voglia di vita e’ stata più’ grande. Piano piano recupera la crescita e le tappe motorie arrivando fino al gattonamento e al cammino a guardia costiera. Qui però Matteo si ferma. Allora Lisa e Davide decidono di guardarsi attorno e lo fanno sul web. All’epoca Matteo aveva 4 anni e mezzo e camminava in avanti solo se sorretto per le ascelle, gambe a incrocio e postura seduta. Ma lui aveva dentro tante risorse e infatti reagi’ bene già al primo ciclo di trattamento. Andando avanti col Metodo CroVin ha migliorato costantemente postura, equilibrio e autonomia, passando a reggersi solo con una mano. Poi lo scatto in avanti lo scorso gennaio, quando ha fatto anche Alter-G a Salerno e ora comincia a provare a staccarsi da fermo. Centrerà qualcosa che S. Matteo e’ patrono di Salerno? Mah!

 

Rino Monetta

25 aprile

Un mio amico medico, con specialistica statunitense e che ha pubblicato diversi lavori scientifici, mi ha espresso il suo parere personale sulla Medicina. Mi ha detto che in Medicina c’è di qualcosa di scientifico ma molto di più di artistico. E allora ho pensato quanto sia vero tutto questo in neuroriabilitazione, cento, forse mille volte di più…..

 

Rino Monetta

7 marzo

Quando ho conosciuto Tecla non aveva neanche 3 anni. Mamma Ilaria e papà Andrea me l’avevano portata da Como, dove vivono, fino a Verona pur di avere una speranza, magari un minimo miglioramento. La sua fisioterapista, che le faceva 2 terapie a settimana, non si pronunciava sul suo futuro motorio. L’unica era stata una neuropsichiatra infantile che, all’età di 1 anno e mezzo della piccola, aveva previsto un cammino con ausilii. Quando Tecla mi è’ apparsa davanti per la prima volta io invece ho avuto una sensazione diversa….. Si, la bimba camminava goffamente, come “seduta”e a dorso piegato, i piedi a incrocio e si appoggiava con entrambe le mani a tutti gli appoggi che trovava. Ma io sentii che Tecla aveva tante carte da giocarsi per stare in piedi da sola, tanto che mi sbilanciai anche con i genitori. Il Crosystem insieme con i Vincoli, che sono specifici per il recupero della forza, possono dare in questi casi una bella spinta a tirarsi su. E così e’ stato. Dopo soli 3 cicli di terapia, 4 mesi circa e tanta voglia di farcela, Tecla si è finalmente “lasciata” a camminare. E da sola. La storia di Tecla sarà al centro di una conferenza che si terrà’ il prossimo 2 Aprile. Como e’ in festa e ….questa volta anch’io.

 

Rino Monetta

29 giugno alle ore 9:40

Nel nostro lavoro di rieducazione neuromotoria abbiamo oggi diversi vantaggi: il cervello che risponde anche a distanza di anni, strumentazioni specialistiche che ci aiutano, conoscenze scientifiche avanzate. Rimane la competenza di noi operatori l’anello debole…perchè anche le nuove acquisizioni scientifiche applicate a strumenti efficaci non sempre producono risposte particolarmente significative e durature nel tempo. Ma per produrre conoscenza c’è bisogno di applicazione e dedizione costante di anni e anni, prerogativa solo di chi ha vera passione.

 

Rino Monetta

13 luglio alle ore 19:31

Spesso noi professionisti della salute abbiamo la presunzione di sapere e di conoscere la soluzione tecnica ai problemi dei nostri pazienti neurolesi. Sarebbe opportuno, invece, prestare più attenzione a ciò che riferisce il paziente o mettersi all’ascolto dei genitori dei bambini, che sono coloro che più di chiunque altro conosce le problematiche motorie dei loro figli. Ascoltare queste testimonianze, e interpretarne il valore scientifico, consente a noi neuroriabilitatori di personalizzare maggiormente il trattamento terapeutico e di ottenere un risultato recuperativo più efficace e duraturo nel tempo.

 

25 gennaio

Anche oggi ho fatto la stessa riflessione che mi capita spesso di fare, anche davanti a risultati inaspettati: IL CROSYSTEM DEVE ESSERE CONSIDERATO UNO STRUMENTO PER LA RIABILITAZIONE E NON LA RIABILITAZIONE CON UNO STRUMENTO, in quanto esso nasce e solitamente si utilizza per sbloccare determinate situazioni motorie in stallo e consentire al paziente, piccolo o grande che sia, di poter migliorare con la riabilitazione classica in tempi più rapidi ed in modo più efficace. Quindi come tale lo strumento è al servizio della Riabilitazione. Va detto anche, però, che in alcuni casi questo strumento può diventare esso stesso mezzo di acquisizione di abilità motorie e quindi fare da Riabilitazione vera e propria. Ma questo evidentemente dipende dall’esperienza e dalle modalità di utilizzo dell’operatore che attraverso il mestiere (l’applicazione di “regole non scritte”) può trasformare uno strumento tecnico in un risultato “artistico”.


Rino Monetta

7 marzo alle ore 14:28

Quando ho conosciuto Tecla non aveva neanche 3 anni. Mamma Ilaria e papà Andrea me l’avevano portata da Como, dove vivono, fino a Verona pur di avere una speranza, magari un minimo miglioramento. La sua fisioterapista, che le faceva 2 terapie a settimana, non si pronunciava sul suo futuro motorio. L’unica era stata una neuropsichiatra infantile che, all’età di 1 anno e mezzo della piccola, aveva previsto un cammino con ausilii. Quando Tecla mi è’ apparsa davanti per la prima volta io invece ho avuto una sensazione diversa….. Si, la bimba camminava goffamente, come “seduta”e a dorso piegato, i piedi a incrocio e si appoggiava con entrambe le mani a tutti gli appoggi che trovava. Ma io sentii che Tecla aveva tante carte da giocarsi per stare in piedi da sola, tanto che mi sbilanciai anche con i genitori. Il Crosystem insieme con i Vincoli, che sono specifici per il recupero della forza, possono dare in questi casi una bella spinta a tirarsi su. E così e’ stato. Dopo soli 3 cicli di terapia, 4 mesi circa e tanta voglia di farcela, Tecla si è finalmente “lasciata” a camminare. E da sola. La storia di Tecla sarà al centro di una conferenza che si terrà’ il prossimo 2 Aprile. Como e’ in festa e ….questa volta anch’io.

 

Rino Monetta

29 febbraio alle ore 20:43

Oggi ho conosciuto una mamma che mi ha raccontato che appena seppe del Crosystem corse dal suo fisiatra di fiducia per avere un consiglio. Lui, davanti a lei, consulto’ il sito internet e sentenzio’: questo “coso” non funziona. Fortunatamente questa mamma ascolto’ il suo sesto senso e non si arrese. A distanza di tempo mi ha confidato che l’aver fatto il Crosystem un po’ di volte ha consentito al bambino di conservare la sua elasticità muscolare potendo rinviare così l’intervento chirurgico. Non e’ poco, considerando il rischio di ripetere l’intervento durante la crescita. Allora io penso che noi tecnici, a cominciare da me, dovremmo fare ogni tanto un “bagno” d’umiltà, mettendo per un attimo da parte le personali convinzioni per accrescere il nostro piccolo sapere. A proposito a fine terapia ho chiesto al bambino (8 anni): come senti le gambe? E lui prontamente: ” Meglio, più morbide”. Ecco, ho pensato, lui si che ne sa più di noi tecnici.


Rino Monetta

25 febbraio alle ore 8:29

Sono stato dipendente come fisioterapista per 22 anni, sognando notte e giorno di poter essere un libero professionista. La fortuna, ma anche tanta passione, mi ha portato a realizzare da 8 anni questo sogno. Non avrei mai potuto immaginare che un giorno mi avrebbero chiamato “dottore”, fossi conosciuto in tutta Italia e in Spagna, avessi 5 studi da portare avanti, e varie richieste per tenere conferenze. Quando ci penso mi viene da sorridere, perché non mi sento un professore né una star in tournée. Al mio orologio la sveglia delle 8 mi ricorda ogni mattina da dove vengo, la prima terapia della mia giornata tipo da dipendente di un centro di riabilitazione di provincia e, soprattutto, le mie frustrazioni per non poter essere utile, solo con le mani, a tanti bambini e adulti a convivere più dignitosamente con la paralisi. Oggi che c’è il Crosystem e’ diverso, e’ tutto un’altra cosa. Posso aiutare realmente il bambino a liberarsi dalla “gabbia” della spasticità o farlo sentire più dentro al suo corpo se ipotonico. E questa e’ una cosa unica, nuova, fantastica. Un vero aiuto a lui e alla sua famiglia. Certo poi bisognerà valutare la durata di questo effetto… Ma intanto gli abbiamo cambiato i “connotati” motori.


Rino Monetta

12 febbraio alle ore 19:01

Quando i genitori di un bambino decidono di sospendere temporaneamente il Crosystem per affidarsi alla chirurgia, anche se la meno invasiva possibile, mi lascia sempre un “amaro in bocca”, una frustrante sensazione di impotenza. E allora mi chiedo: Ho fatto tutto il possibile per evitarlo? E soprattutto: Cos’altro avrei potuto fare che non ho fatto? Beh tutto sommato, in questi casi, sarebbe facile assolversi, giustificarsi in mille modi: il bambino doveva peggiorare di suo, I fsioterapisti si sono impegnati poco, i genitori non l’hanno seguito attentamente… e così via… Invece io puntualmente penso che non sono stato abbastanza efficiente, non altrettanto scrupoloso, magari non sufficientemente tempestivo a cambiare strategia tecnica. Insomma che devo ancora migliorare il mio lavoro, e come, soprattutto, capire gli errori per poter ottenere soluzioni adeguate. Ecco, così, anche stanotte sarà una nottataccia………


Rino Monetta

10 febbraio

Devo tanto al Crosystem. Innanzitutto poter offrire a pazienti, piccoli e grandi, risultati motori evidenti in soli 3 giorni di terapia, impensabili fino a qualche anno fa in quadri di paralisi. E, in qualche modo, poter cambiare la qualità di vita anche di tanti genitori e familiari, alimentare una speranza di un futuro migliore. A me personalmente, per la mia crescita professionale, mi ha dato uno stimolo forte a “riaprire i libri” e studiare…studiare… E’ stato così, per esempio, che ho potuto liberare dalla scialorrea più di un bambino o aiutare qualche altro ad allegirirsi della scoliosi, o tanto altro ancora. Perchè il corpo, e il cervello in particolare, ha tante possibilità di autoguarigione, aspetta solo l’aiuto dall’esterno di stimolazioni facilitanti e specifiche. In questo senso il ruolo di noi operatori Crosystem è difficile, complesso e responsabilizzante. Ma anche affascinante, gratificante e in più di una occasione commovente, come nessuno altro mestiere.


Rino Monetta

8 febbraio

Il Crosystem è uno strumento che funziona perché utilizza un meccanismo neurofisiologico di tutti gli esseri umani: la comunicazione continua tra il cervello e i muscoli attraverso i nervi. Come tale a differenza di altri dispositivi, anche complessi di neuroriabilitazione, non ha la pretesa di voler “imporre” dall’esterno una nuova funzionalità al cervello ma di fornirgli informazioni utili per il suo impiego ottimale. Ecco perché, a differenza degli altri dispositivi, e non nei casi di interesse chirurgico, più passa il tempo e più le prestazioni motorie sono ottimali. E questo vale sia per i pazienti neurolesi che non. Piuttosto, lavorando con lo strumento tante ore al giorno, si ha la sensazione che i benefici ottenuti alimentino i dubbi dell’operatore sulle sue ipotesi metodologiche. O almeno dovrebbero.

Rino Monetta

9 marzo 2015

In occasione delle 5000 ore di lavoro realizzate con Crosystem desidero ringraziare i genitori dei bambini che in questi 7 anni hanno creduto nelle possibilità terapeutiche non comuni dello strumento e nelle mie modalita’ di applicazione. Vedendo i risultati, cosi” immediati e cosi’ evidenti, spesso ci siamo emozionati e questi hanno costituito le premesse per l”acquisizione di successive abilita’. Certo il Crosystem non e’ il “Miracolo” ma, usato in modo personalizzato e a seconda delle esigenze su ogni bambino, può essere un piccolo “miracolo” che aiuta il bambino ad evolversi ulteriormente, qualsiasi metodica riabilitativa segua quotidianamente. Desidero altresì ringraziare l’ideatore del Crosystem, il Professor Guido Filippi, neurofisiologo all’ Università Cattolica di Roma per la sua geniale intuizione offrendo nuove possibilità terapeutiche nella riabilitazione neurologica in generale e nella Paralisi cerebrale infantile in particolare.

Rino Monetta

11 gennaio alle ore 9:34

Dopo 31 anni di mestiere di fisioterapista impegnato nella neuroriabilitazione infantile e adulta e dopo esattamente 11 anni che lavoro con il Crosystem mi meraviglio spesso di come è possibile ottenere ancora rilassamento muscolare su casi cronici come, per esempio, una paralisi cerebrale alla nascita e oggi splendido diciottenne. Anche dopo aver fatto, negli anni, diversi interventi di allungamento dei tendini (e i medici vorrebbe fare anche una derotazione ossea). E’ proprio vero: il cervello è così duttile che risponde sempre a stimoli significativi, anche a distanza di tempo dalla lesione. Aspetta solo di riceverli.

Rino Monetta

11 gennaio

…. tanta esperienza e passione professionale. La paralisi motoria è per me una sfida quotidiana. E’ voler sfidare un destino infausto, un protocollo predefinito, una speranza negata. Ma io ci provo lo stesso e non mi do pace, anche se ottengo qualche risultato penso sempre a quello che sarebbe possibile ancora ottenere…

Rino Monetta

22 dicembre 2015

Dopo 5000 ore di lavoro effettuate con il Crosystem posso dire che “rischi” o “effetti negativi” non ce se sono. In pochissimi casi non si sono sono avuti benefici ma stiamo parlando di pazienti gravemente neurolesi dove le fibre nervose sono state irrimediabilmente e completamente danneggiate. Questi casi rappresentano comunque una piccola percentuale dei pazienti di interesse riabilitativo.

Rino Monetta

11 dicembre 2015

La Paralisi cerebrale infantile in epoca precoce e, a maggior ragione, in età adulta è una delle forme più complesse di alterata funzione motoria per gli schemi multipli di movimenti coinvolti. E’ questo anche uno dei motivi per il quale ci sono pochi fisioterapisti impegnati in questo settore. Anche perchè i miglioramenti sono a medio-lungo terminr e non sempre proporzionati all’impegno tecnico profuso. Oggi, invece, con il Crosystem è possibile ottenere risultati più significativi in termini di acquisizioni di abilità motorie velocizzando contemporaneamente i temp. A patto, però, che l’uso dello strumento sia direttamente proporzionato all’esperienza del fisioterapista nelle Paralisi infantili. In questo senso credo che, a differenza degli altri ambiti di applicazione del Crosystem (per esempio ortopedico), nella Paralisi infantile per ottenere risultati determinanti lo strumento è decisamente operatore-dipendente.


Rino Monetta

31 agosto 2015

Ci sono momenti, nel lungo percorso professionale, che sanno di tappe significative. Significano grande passione, ricordi indelebili, emozioni incontenibili, incontri unici. Ecco perché, senza enfasi alcuna ma con autentica gioia, mi piacerebbe condividere con voi tutti le mie prime 5000 ore di lavoro di Crosystem. Sarà per me un’occasione straordinaria per potervi abbracciare e ringraziare della stima e fiducia che in questi 7 anni avete riposto nel mio lavoro. Allora invito tutti a Verona domenica 11 Ottobre presso l’Associazione Agor a spegnere insieme in un unico abbraccio queste…5000 candeline! A presto.


Rino Monetta

25 marzo 2014

Dopo aver trattato tanti bambini con paralisi sono sempre più convinto che non basta avere a disposizione il Crosystem per avere risultati importanti. Se non si sa quando, dove e come applicarlo i risultati ottenuti ben presto svaniscono. E, di conseguenza, i genitori ritengono che il Crosystem non funzioni per il loro figlio. Se invece si riesce a individuare le cause motorie della paralisi i risultati ottenuti con il Crosystem si configurano in vere e proprie abilità’ che, come tali, si mantengono anche nel tempo.